Un'iniziativa popolare, promossa dal Comitato promotore ‘Italia Neutrale e Democrazia Sovrana Popolare’, ha avviato la raccolta firme per una proposta referendaria volta a modificare l’articolo 11 della Costituzione italiana. La proposta mira a garantire all’Italia un regime di neutralità permanente in ambito militare, definendo lo status dell'Italia come non schierata con alleanze o schieramenti militari internazionali, salvaguardando al contempo il diritto alla difesa nazionale.
Il testo del quesito, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 22 aprile 2026, propone di inserire nel citato articolo 11 la frase «e in conformità ai principi e ai diritti garantiti dalla Costituzione» dopo le parole «consente, in condizioni di parità con gli altri Stati». Inoltre, si prevede l'aggiunta di un nuovo comma che sancisce esplicitamente lo status di neutralità permanente dell’Italia, sottolineando la volontà di preservare la sovranità e l'indipendenza del Paese.
La raccolta firme è aperta in due modalità: online tramite il sito ufficiale del Ministero della Giustizia – Referendum e iniziative popolari (richiede credenziali SPID/CIE) e presso lo Sportello Servizi al cittadino di Piazza 8 Marzo 1944 n. 9 a Roma, dal lunedì al venerdì dalle ore 08:30 alle 12:00. La scadenza per la presentazione delle firme è fissata per il 7 ottobre 2026. Il successo di questa iniziativa popolare dipenderà dalla capacità di mobilitare l'opinione pubblica italiana, sensibilizzando i cittadini sulle implicazioni della neutralità permanente e sulla necessità di tutelare gli interessi nazionali.
Il contesto storico di questa proposta si inserisce in un dibattito più ampio sulla politica estera italiana e sul ruolo del Paese nel panorama internazionale. La Costituzione italiana, promulgata nel 1948, ha già previsto il principio della neutralità come garanzia contro le derive belliche e la dipendenza da potenze straniere. Tuttavia, l'articolo 11, pur riconoscendo questo principio, non lo ha mai formalizzato in modo definitivo. Questa iniziativa popolare rappresenta quindi un tentativo di rafforzare questa tutela costituzionale e di garantire una maggiore autonomia decisionale per l’Italia in materia di difesa e sicurezza.