La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 8 persone, sia cingalesi che italiani, indagate per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'inchiesta, iniziata nel 2025 e coordinata dalla Procura di Bologna, ha rivelato una rete complessa di sfruttamento che utilizzava il Decreto Flussi e documentazione contraffatta per facilitare l’ingresso illegale di cittadini stranieri.
Al centro delle indagini c'è un cingalese del 1973 accusato di usura ed estorsione, nonché di aver gestito un ‘centro operativo’ in un negozio di telefonia a Bologna. Insieme ad altri due connazionali e a un ‘boss’ di Salerno, l'uomo organizzava il traffico di immigrati, sfruttando i lavoratori stranieri per ottenere profitti illeciti.
Le indagini hanno portato alla luce anche la creazione di ditte fittizie da parte del cingalese del 1975 per facilitare le pratiche irregolari e l'utilizzo di contratti di lavoro falsi. I proventi delle attività illegali, pari a diverse decine di migliaia di euro per ogni immigrato, finivano nelle mani degli indagati.