Il presidente russo Vladimir Putin ha ammesso le difficoltà interne, riconoscendo una carenza di benzina e la potenziale interruzione delle esportazioni di gasolio. La dichiarazione, fatta durante il 23° congresso del partito Russia Unita, arriva in un momento cruciale della guerra in Ucraina, caratterizzata da crescenti attacchi con droni ucraini alle infrastrutture energetiche russe.
Putin ha annunciato l'istituzione di una task force per garantire le forniture di carburante e ha rivelato che le riserve ammontano a 1,7 milioni di tonnellate. Tuttavia, la situazione è grave: i raid ucraini stanno riducendo la capacità di raffinazione del greggio russo.
Secondo lo storico Peter Frankopan, le perdite tra le truppe russe sono elevate, stimando circa 30.000 mensili tra morti, feriti e dispersi. Le fonti citate includono blogger russi, fonti ucraine e centri di studi militari occidentali, che evidenziano una bassa aspettativa di vita per i reclute al fronte.
La crisi si aggiunge alle tensioni internazionali, con il rischio di escalation nucleare e la capacità di Kiev di colpire strategicamente le infrastrutture russe. La situazione è caratterizzata da un bilancio elevato di vittime e dispersi su entrambi i fronti.