La Procura della Repubblica di Trieste ha aperto un'inchiesta riguardante l’utilizzo dei fondi pubblici destinati alla ristrutturazione del Molo VII al porto di Trieste. L'indagine, guidata da Antonio Gurrieri e Stefano Selvatici, ad di Alpe Adria e Tmt rispettivamente, si concentra su presunte irregolarità nell'assegnazione di finanziamenti pubblici tra il 2020 e il 2025.
Il Caso e le Accuse
Secondo quanto documentato dalla Procura, un ammontare di circa 17,7 milioni di euro sarebbe stato “distratto” attraverso una complessa triangolazione di fatture tra diverse società. L'accusa sostiene che questa operazione ha permesso di gonfiare i costi dei lavori e di sottrarre risorse destinate al progetto del Molo VII. Le indagini sono in corso per accertare l’effettiva entità delle frodi e identificare i responsabili.
Al centro dell'inchiesta ci sono le dinamiche operative legate alla gestione del terminal, gestito da Tmt e To Delta attraverso Stefano Selvatici. La Procura ha evidenziato una serie di anomalie nei rapporti tra le società coinvolte, sollevando dubbi sulla trasparenza e sulla corretta gestione dei fondi pubblici destinati a un'importante infrastruttura portuale.
L’indagine rappresenta un campanello d’allarme per la gestione dei fondi pubblici in contesti strategici come il porto di Trieste, sottolineando l’importanza del controllo e della trasparenza nella rendicontazione delle spese pubbliche. Le autorità competenti stanno conducendo ulteriori verifiche per accertare le responsabilità e adottare le misure necessarie per prevenire fenomeni simili in futuro.