Trieste – Lo stato di agitazione è stato proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Ugl per tutto il personale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. La decisione, comunicata in seguito a un'assemblea straordinaria, segna un punto di rottura nella gestione delle criticità organizzative, della mancata valorizzazione del personale e del mancato riconoscimento dei diritti contrattuali all’interno dell’ente.
Le Ragioni dello Scoppio
L'assemblea, convocata dopo mesi di richieste e incontri senza risultati concreti, evidenzia una profonda insoddisfazione tra i lavoratori che quotidianamente garantiscono il funzionamento del porto. Le organizzazioni sindacali denunciano l’assenza di risposte da parte dell’amministrazione, caratterizzata da decisioni tardive e mancati tempi certi. Al centro della protesta figurano le criticità strutturali dell'Ente, la percezione di una sottovalutazione del contributo dei dipendenti e il mancato rispetto degli accordi contrattuali.
I sindacati sottolineano l’importanza del personale nel raggiungimento degli obiettivi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), evidenziando come, nonostante il rispetto delle scadenze previste, le lavoratrici e i lavoratori abbiano dimostrato un impegno costante. La dichiarazione dello stato di agitazione rappresenta quindi una forte presa di posizione per ottenere risposte concrete e garantire condizioni di lavoro dignitose.
La situazione al porto di Trieste desta preoccupazioni per il potenziale impatto sulle attività portuali e sul futuro dell’Autorità di Sistema Portuale. Gli organismi sindacali ora si preparano a ulteriori azioni, auspicando un rapido intervento da parte dell'amministrazione per risolvere le controversie e rilanciare la fiducia nel personale.