Nuovi Poteri per il Friuli Venezia Giulia
Il Consiglio dei ministri ha dato l'ok preliminare alla riforma dello Statuto di Autonomia del Friuli Venezia Giulia, un passo significativo verso una maggiore autonomia regionale. Il decreto legge, approvato dal Cdm, prevede la regionalizzazione della Soprintendenza ai beni culturali, ampliando le competenze della regione in settori chiave come ambiente, urbanistica e contrattazione collettiva per il pubblico impiego.
I Punti Chiave del DDL
- Regionalizzazione della Soprintendenza: La gestione dei beni culturali di interesse regionale e locale passerà sotto il controllo diretto della regione, con un'attesa rivoluzione nei processi decisionali.
- Tutela Ambientale: Il Friuli Venezia Giulia acquisirà nuove competenze nella tutela dell’ambiente e dell’ecosistema di interesse regionale, inclusa la gestione della fauna selvatica.
- Urbanistica e Contratti Pubblici: La regione potrà gestire direttamente i lavori pubblici di interesse locale e regionale, compresi contratti per servizi e forniture, nonché la contrattazione collettiva del personale regionale e degli enti locali.
- Principi Fondamentali: Nel caso di materie concorrenti, il riferimento alle leggi statali sarà limitato ai «principi fondamentali», garantendo una maggiore flessibilità decisionale a livello regionale.
L'Iter Legislativo
Il ddl seguirà un iter che prevede il parere del Consiglio regionale, la Conferenza Stato-Regioni e l’approvazione definitiva del Cdm, prima di essere sottoposto alla doppia lettura al Parlamento. Il governo Meloni, su spinta della Lega, ha approvato gli schemi d'intesa con cinque Regioni a statuto ordinario, anticipando questo passo verso l'autonomia in ambiti specifici. L’approccio, ispirato a quello del Trentino-Alto Adige, prevede un confronto tra governo e regioni autonome, culminato in tredici mesi di lavoro.
Dichiarazioni dei Ministri
«Questa riforma armonizza lo Statuto del Friuli Venezia Giulia con quello di altre Regioni a statuto speciale», hanno dichiarato i ministri Alessandro Giuli e Luca Ciriani. «La revisione andrà a devolvere alla Regione le competenze in materia di tutela e conservazione dei beni storici, artistici e popolari di interesse regionale e locale».