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Fiera Editoriale Più Libri: Riconsiderata la Verifica Antifascista degli Espositori

06 Luglio 2026 • 2 min
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    La Fiera nazionale della piccola e media editoria, “Più libri più liberi”, in programma a Roma dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola, ha annunciato un cambiamento nella procedura di selezione degli espositori per il 2026. Dopo le polemiche suscitate dalla richiesta di dichiarazione di adesione ai valori antifascisti da parte dei partecipanti, l'organizzazione ha deciso di rivedere il criterio, mantenendo però l’attenzione sulla coerenza tra il progetto editoriale e le finalità della fiera.

    In precedenza, la manifestazione aveva richiesto agli espositori di firmare un documento che sancisse il riconoscimento e la condivisione dei valori antifascisti alla base dell'ordinamento democratico italiano. Questa decisione, definita da alcuni come un «patentino antifascista», aveva sollevato preoccupazioni riguardo al potenziale impatto sulla libertà di espressione e sul pluralismo delle idee. La premier Giorgia Meloni aveva infatti criticato l’iniziativa, sottolineando il rischio di una forma di censura.

    La decisione di rivedere la procedura è stata motivata dalla volontà di evitare strumentalizzazioni e di garantire un accesso equo alla fiera a tutti gli editori. La nuova linea guida prevede che la valutazione delle domande si concentrerà esclusivamente sulla coerenza del progetto editoriale e imprenditoriale con le finalità della manifestazione, ovvero dare visibilità e sostenere la crescita della piccola e media editoria italiana. Le oltre 300 domande ricevute saranno valutate alla pari, senza una preselezione basata su criteri ideologici.

    La presidente di “Più libri più liberi”, Anna Maria Malato, ha sottolineato che l'iniziativa è uno spazio di accoglienza aperto al pluralismo delle idee e al confronto, nel rispetto dei principi democratici sanciti dalla Costituzione. Ha inoltre affermato che la fiera non svolge alcun ruolo di parte e non intende essere percepita come espressione di un orientamento politico specifico. La Fiera ha comunicato che sette domande sono state presentate in forma incompleta a causa della mancata sottoscrizione della dichiarazione di adesione ai principi costituzionali e ai valori antifascisti, ma ha comunque deciso di prendere in considerazione anche queste, valutandole alla stregua delle altre.

    La fiera si conferma un'importante vetrina per la piccola e media editoria italiana, con l’obiettivo di promuovere la cultura e il dibattito pubblico. La decisione di abbandonare il criterio ideologico nella selezione degli espositori mira a garantire una maggiore inclusione e a preservare l'autonomia dell'iniziativa.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Corriere. Leggi originale →

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