L'Agenzia delle Entrate ha ripreso un precedente risalente al 2021, riguardante compensi versati a modelli stranieri impiegati in servizi fotografici realizzati in Italia. La decisione chiave è stata che tali pagamenti, essendo l'attività svolta materialmente nel nostro Paese, costituivano redditi di lavoro autonomo e quindi fiscalmente rilevanti in Italia.
Il Precedente e la Domanda alla Formula 1
La questione centrale si concentra ora sulla presenza delle scuderie straniere durante le gare del campionato mondiale di Formula 1. La domanda è se questa semplice partecipazione possa essere sufficiente a creare una ‘stabile organizzazione’ in Italia, obbligando i team a applicare la ritenuta d'acconto del 30% sui compensi ricevuti da personale e fornitori.
Secondo l'esperto Del Federico, il concetto di ‘stabile organizzazione’ richiede una sede fissa con elementi di stabilità e continuità – sia materiale che personale – difficilmente riscontrabili nella partecipazione temporanea alle gare. Le scuderie, infatti, operano in Italia per brevi periodi, allestendo box e paddock prima di trasferire uomini, monoposto e attrezzature verso la tappa successiva. Questo modello itinerante rende improbabile l'esistenza di una vera sede fissa d’affari.
La questione sollevata dall'Agenzia delle Entrate e confermata da Del Federico apre un dibattito importante: se i team di F1, pur operando in Italia per periodi limitati, dovrebbero essere soggetti alle stesse normative fiscali degli altri soggetti economici che svolgono attività nel nostro Paese. La risposta non è scontata e dipenderà dall'interpretazione delle autorità fiscali.