La Corte Costituzionale ha accolto in parte il ricorso della Regione Emilia-Romagna sull’assistenza all’autonomia per le alunne e gli alunni con disabilità, stabilendo che le modalità di attuazione del livello essenziale delle prestazioni (LEP) debbano essere definite con una previa intesa in Conferenza unificata, coinvolgendo Regioni ed enti locali. Il punto di partenza per Piacenza, come per l’Emilia-Romagna, deve essere il Piano educativo individualizzato (PEI), che identifica le specifiche esigenze di ogni alunno e le ore di assistenza necessarie.
La consigliera comunale Oltre Caterina Pagani critica il meccanismo attuale, dove il Governo ha fissato una media nazionale molto bassa come livello “essenziale” (50 ore all’anno per alunno disabile), basandosi su un parametro predefinito. Questo approccio, secondo Pagani, penalizza i Comuni virtuosi che storicamente prevedono molte più ore di assistenza, perché impedisce il trasferimento di risorse adeguate ai diritti fondamentali degli studenti con disabilità.
La consigliera sottolinea l’importanza della collaborazione tra Stato centrale, Regioni ed enti locali per definire i livelli essenziali delle prestazioni (LEP). Evidenzia che le decisioni non possono essere prese a tavolino, ma devono tenere conto del lavoro quotidiano svolto dagli uffici di piano, dagli assistenti sociali e dalle comunità scolari. L’obiettivo primario è garantire l'autonomia e l’istruzione degli alunni con disabilità, adattando i servizi alle loro reali necessità.
Pagani conclude invocando un modello di welfare basato sui bisogni, chiedendo che i Comuni siano coinvolti attivamente nelle decisioni riguardanti l’erogazione dei servizi per gli studenti con disabilità. Ringrazia la Regione Emilia-Romagna per il ricorso e sollecita una traduzione concreta dell'intesa in impegni concreti per garantire la continuità dell’assistenza durante tutto l’anno scolastico.