Il giornalista Giuseppe ‘Peppino’ Lavitola, attualmente incensurato ma sospettato di reati contro la pubblica amministrazione legati a presunti accordi illeciti con politici e imprenditori, è atteso oggi al primo interrogatorio da parte degli investigatori. Il provvedimento cautelare, che rischia per Lavitola una pena massima di 10 anni, è stato eseguito nella notte dai carabinieri del Nucleo Investigativo, che hanno operato nell'appartamento del giornalista nel quartiere di Monteverde Vecchio a Roma.
Indagini in corso e sequestri
L’avvocato dell’uomo, Marco Cola, ha dichiarato di essere ancora al vaglio dell’ordinanza, impegnandosi a completare l'analisi del provvedimento per poter poi parlare con il suo assistito. La decisione di non rilasciare dichiarazioni immediate è stata motivata dalla necessità di valutare attentamente le accuse.
Durante l'esecuzione dell'ordinanza, i carabinieri hanno effettuato perquisizioni nell’abitazione di Lavitola e sequestrato diversi dispositivi elettronici. Si tratta dei tre telefoni cellulari, due pen drive e sette manoscritti già acquisiti durante la perquisizione del 4 luglio. Il materiale raccolto è ora sotto esame da parte della Procura, che dovrà analizzare il contenuto dei dispositivi e dei documenti.
Secondo quanto riportato dall’ordinanza, Lavitola è stato protagonista in passato di numerosi procedimenti giudiziari che hanno avuto ripercussioni politiche significative. Tra le indagini citate dal Gip Iole Moricca figurano la gestione della presunta ‘compravendita dei senatori’ per favorire la caduta del governo Prodi e la vicenda della casa di Montecarlo, utilizzata per neutralizzare politicamente Gianfranco Fini.