Il Consiglio comunale di Modena ha affrontato ieri l'approvazione delle nuove ‘Linee guida per la qualificazione e la valutazione di proposte di Edilizia residenziale sociale negli interventi complessi di rigenerazione’, una delibera che ha scatenato un acceso dibattito tra i consiglieri.
La vicesindaca e assessora a Politiche abitative e Piano casa, Francesca Maletti, ha presentato la proposta, frutto di un’analisi approfondita delle esigenze del territorio. Tuttavia, l'approvazione non è stata univoca, con diverse forze politiche che hanno espresso forti critiche e dubbi sull'impatto delle linee guida sul sistema urbanistico cittadino.
Paolo Barani (Fratelli d’Italia) ha contestato aspramente il provvedimento, evidenziando come introducesse obblighi economici significativi al di fuori del quadro normativo ordinario, generando incertezza per gli operatori. La consigliera Elisa Rossini (PD) ha sottolineato la confusione di idee nella gestione dell'Ers e l’incoerenza con linee guida già approvate nel 2024, evidenziando il rischio di scoraggiare gli investimenti a causa dei continui cambiamenti normativi. Anche Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha criticato le quote obbligatorie, temendo un impatto negativo sull'equilibrio economico e sui prezzi del mercato immobiliare, mettendo in guardia da possibili tensioni sociali.
Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha riconosciuto alcuni aspetti positivi delle nuove linee guida, ritenendole più chiare rispetto alla versione precedente, ma ha espresso forti dubbi sull'efficacia del percorso avviato dal Comune, evidenziando il rallentamento delle rigenerazioni urbane a causa di una pianificazione complessa e di un’eccessiva burocrazia. Alberto Bignardi (PD) ha inquadrato il tema all'interno della più ampia crisi abitativa, sottolineando la necessità di strumenti concreti per rendere gli interventi attuabili, pur riconoscendo l'impostazione delle linee guida.