Nucleare all’ultimo miglio: mercoledì atteso l’ok definitivo nell’Aula del Senato
Dopo l'approvazione alla Camera lo scorso 4 giugno, il disegno di legge delega che autorizza il ritorno dell'energia nucleare in Italia è destinato a ricevere il via libera definitivo dall'Aula del Senato. Il voto finale è previsto per mercoledì 23 settembre.
Il Ddl e le sue implicazioni
La delega, approvata alla Camera, rappresenta il primo tassello legislativo necessario per disciplinare la ricerca, lo sviluppo, la costruzione ed esercizio degli impianti nucleari. Non autorizza direttamente la costruzione di nuove centrali, ma fornisce il quadro normativo fondamentale. Il governo si concentrerà ora sulla stesura dei decreti legislativi necessari per l'ingresso del nucleare nel mix energetico nazionale.
Un Percorso Ricco di Storia
La storia del nucleare in Italia è segnata da un percorso travagliato. Dalla decisione iniziale di costruire quattro centrali nel 1959, passando per il picco della produzione negli anni '80, fino ai due referendum abrogativi che hanno bloccato definitivamente il progetto, l'Italia ha sempre avuto difficoltà ad accettare questa fonte energetica. Il governo attuale, con il supporto del ministro Pichetto Fratin, punta a cambiare rotta, fissando un obiettivo di ingresso del nucleare nel mix energetico intorno al 2033-2034.
La Situazione Energetica Attuale
Nonostante l'approvazione della delega, la transizione energetica in Italia procede a ritmo lento. Le fonti rinnovabili coprono attualmente il 20,5% dei consumi, con un riscaldamento che si attesta al poco più del 20% rispetto al target di fine decennio. Il fotovoltaico produce meno dell'idroelettrico e l'obiettivo di Agenda 2030 è a rischio.