Istria in allarme: Valmazzinghi, il trasferimento dei rifiuti scaccia preoccupazioni ambientali
Pisino, Istria – Una forte ondata di opposizione si sta diffondendo nell’Istria croata a seguito della decisione del governo di Zagabria di trasferire una quota di rifiuti provenienti dalla Lika, precisamente dalla località Ppk Velebit a Gospić, nello stabilimento della multinazionale Holcim a Valmazzinghi. La mossa, approvata il 10 settembre, prevede il recupero energetico di rifiuti non pericolosi all’interno dei forni del cementificio, suscitando immediate preoccupazioni per l'impatto ambientale e la salute pubblica.
La reazione dell’Istria
L’Assemblea regionale è stata convocata d’urgenza dal presidente Valter Flego, che ha definito la decisione “straordinaria”. L'opposizione è unita e guidata dal Partito Socialdemocratico (Sdp) dell’Istria, che ha presentato una risoluzione all’Assemblea chiedendo il ripristino del decreto. Il partito sollecita inoltre Holcim – Croazia a rinunciare volontariamente alla gestione dei rifiuti, sottolineando la necessità di rispettare le preoccupazioni dei cittadini e delle comunità locali.
La mobilitazione include associazioni ambientaliste che hanno sollevato dubbi sulla capacità dell’area albonese di gestire un carico aggiuntivo di rifiuti, soprattutto in concomitanza con l'afflusso turistico estivo. Le preoccupazioni sono amplificate dal fatto che la differenziata dei rifiuti non è sempre praticata e che il sovraffollamento delle spiagge aumenta ulteriormente i rischi ambientali.
La situazione desta timori di un ritorno allo scenario degli anni Novanta, quando le tensioni tra l’Istria e Zagabria erano particolarmente acute. Le forze politiche locali auspicano una compattezza assoluta per inviare un messaggio chiaro a Zagabria: la tutela del territorio è prioritaria rispetto alle dinamiche politiche. La decisione solleva interrogativi sulla sostenibilità dello sviluppo industriale nella penisola istriana e sul futuro delle comunità locali.
Prospettive future
Si prevede un confronto intenso tra le autorità croate, Holcim e la popolazione locale. La mobilitazione politica e civile potrebbe influenzare significativamente le decisioni del governo di Zagabria, costringendolo a riconsiderare il piano.