Un accordo da record per il calcio nigeriano
Il calcio in Nigeria sta vivendo una svolta significativa. L'accordo quinquennale tra la Nigerian Football Federation (NFF) e Adidas, ufficializzato a breve, promette un flusso di entrate annuali di 8,5 milioni di dollari, superando di gran lunga il precedente contratto con Nike. Questo accordo non solo rappresenta un colpo d’orgoglio per il paese, ma posiziona la Nigeria al decimo posto nella classifica mondiale dei contratti per le divise delle Nazionali, pubblicata da The PUNCH e che vede in testa Francia e Germania con cifre superiori a 105 milioni di dollari.
Dettagli dell'accordo
Il nuovo accordo prevede un pagamento annuale di 4,5 milioni di dollari da parte di Adidas, oltre alla fornitura di 4 milioni di dollari in divise, materiale sportivo e attrezzature per le varie squadre nazionali nigeriane. Una componente cruciale è il 20% delle vendite di prodotti Adidas sul mercato nigeriano, un fattore che potrebbe far superare gli 8,5 milioni di dollari l'importo garantito. L’ex presidente della NFF, Ibrahim Musa Gusau, ha sottolineato l'importanza storica del ritorno di Adidas dopo undici anni di collaborazione, interrotti dal mancato rinnovo del contratto con Nike.
Un valore inatteso
Nonostante la Nigeria non abbia partecipato ai Mondiali del 2026, il valore commerciale della maglia della nazionale è aumentato esponenzialmente. La posizione nella classifica mondiale evidenzia un riconoscimento del brand ‘Nigeria’ nel panorama calcistico internazionale. Questo successo si aggiunge alla popolarità della maglia Super Eagles, in particolare quella utilizzata al Mondiale 2018, che aveva generato un enorme interesse a livello globale e aveva fatto da traino per le vendite.
Confronto con altre nazioni
La classifica pubblicata da The PUNCH mette la Nigeria al decimo posto, seguita da Paesi Bassi, Portogallo, Italia, Argentina (campione del mondo), Inghilterra, Stati Uniti, Brasile e Germania. Il valore dell'accordo Adidas con la Nigeria è significativamente superiore a quello di altre nazioni, dimostrando l’impatto economico che il calcio può avere anche in assenza di successi sportivi immediati.