Monte Paschi: Assemblea Boccia il Piano di Lovaglio
L’assemblea straordinaria del Monte Paschi di Siena ha respinto il piano di difesa ideato dal CEO Luigi Lovaglio per salvare la banca dall'assedio di Intesa Sanpaolo. La bocciatura ha riguardato sia l'operazione di acquisizione su Banco Bpm e Banca Generali, previste come 'ops', che la proposta di fusione con Mediobanca.
La Strategia Fallita
Lovaglio aveva presentato il piano come una risposta alla pressione esercitata da Intesa Sanpaolo, sottolineando che il voto dell’assemblea non sarebbe stato un verdetto definitivo sul futuro della banca. Tuttavia, la maggioranza degli azionisti ha votato contro entrambe le proposte. L'affluenza all'assemblea è stata inferiore al 70%, una condizione già prevista come fattore di rischio per il successo del piano.
Le Ragioni della Bocciatura
Il voto contrario alla fusione con Mediobanca, con un 63,65% dei voti contrari, ha evidenziato la sfiducia degli azionisti. Lovaglio ha attribuito il fallimento del piano al cambio di rotta da parte di Intesa Sanpaolo e alla difficoltà di ottenere il consenso dei fondi e degli investitori istituzionali. L’assemblea ha inoltre bocciato l'operazione di acquisizione su Banco Bpm e Banca Generali, considerandola una strategia troppo rischiosa.
Prospettive Future
Nonostante la sconfitta, Lovaglio ha dichiarato che ‘la partita’ non è finita e che Mps continuerà a concentrarsi sui risultati, sulla protezione dei clienti e sulla massimizzazione del valore per gli azionisti. L'ad ha espresso la volontà di continuare a monitorare l'evoluzione della situazione con Intesa Sanpaolo, in attesa dell'approvazione dell’Antitrust per l'opas.