Salvini attacca Gere: ‘Attore, non dare lezioni agli italiani’
La polemica tra Matteo Salvini e Richard Gere si infiamma dopo il video in cui l'attore ha lanciato un appello a favore di una gestione umanitaria della migrazione. Salvini, su Twitter, ha caricicato la contestazione direttamente contro Gere, definendolo ‘un attore (peraltro bravo) che evita di dare lezioni non richieste agli Italiani’. Il ministro accusa l’attore di volerlo mandare in galera per aver chiuso i porti ai clandestini.
Il video di Action Aid
Action Aid, con il supporto di Gere, ha pubblicato un report dettagliato sulle condizioni dei centri di permanenza temporanea (CPR) e sui processi di rimpatrio, evidenziando costi eccessivi, abusi e violazioni dei diritti umani. Il video dell'attore denuncia la ‘paura che sostituisce la compassione’ e l'uso di termini come “problemi” o “minacce” per descrivere i migranti, sottolineando come la detenzione e la deportazione siano presentate come soluzioni normali.
Dati sui CPR: un fallimento
Il report evidenzia anche dati preoccupanti. Nel 2025, il numero di persone che hanno fatto ingresso nei CPR ha raggiunto un record di 6.835, ma solo il 25,3% è stato effettivamente rimpatriato. Rispetto al 2022, la diminuzione dei rimpatri è del 45,1%. Ciò significa che molte persone si trovano in centri per il rimpatrio dove non avrebbero mai dovuto entrare.
L'appello di Gere
Gere conclude il suo appello con un monito: “Siamo tutti migranti. Difendiamo la nostra comune umanità finché siamo ancora in tempo”. L’attore fa riferimento anche all’esperienza dell’Albania, dove i centri di Shengjin e Gjader rappresentano modelli potenzialmente peggiori rispetto alle procedure europee, operando al di fuori del controllo pubblico.