Una madre ha lanciato un appello disperato per garantire alla figlia, affetta da una grave disabilità, l'assistenza necessaria durante le ore scolastiche. Il caso, emerso dalla cittadina calabrese di Zungri, in provincia di Vibo Valentia, evidenzia lacune nel sistema di supporto alle persone con disabilità e solleva interrogativi sulla corretta applicazione dei diritti sanciti dalla Costituzione.
Il Caso a Zungri
La donna ha denunciato alla stampa l'assenza di figure professionali dedicate all’assistenza della figlia, una sedicenne affetta da tetraparesi discinetica, atrofia cerebellare progressiva ed epilessia. La ragazza, che frequenta la scuola secondaria di primo grado e utilizza una carrozzina posturale personalizzata, necessita di assistenza costante per l'alimentazione, la postura, la movimentazione, l’igiene personale e il cambio pannolino, utilizzando anche un Peg (Piano Educativo Individualizzato). Nonostante le ripetute segnalazioni alle autorità competenti e i tentativi di mediazione legale, la scuola non ha fornito il supporto promesso, lasciando la ragazza in una situazione di vulnerabilità.
“Ad oggi non si è fatto sentire nessuno, come se di nostra figlia non importasse alcunché” – ha dichiarato la madre. “Abbiamo segnalato per tempo alle istituzioni competenti la condizione di nostra figlia che quindi era ben nota ma nulla si è mosso nonostante le nostre diffide trasmesse attraverso i nostri legali. Con l’inizio delle lezioni abbiamo chiesto nuovamente ma non ci sono state fornite risposte”. La donna sottolinea come il diritto allo studio, garantito a tutti i cittadini, venga messo in discussione dalla mancata erogazione dei servizi di supporto necessari per la sua figlia.
“Nostra figlia – ha aggiunto – necessita di supporto anche perché per via della sua condizione questo le è stato riconosciuto e pertanto non è assolutamente pensabile che possa svolgere l’intero anno scolastico senza di esso”. La madre si impegna a continuare la battaglia legale finché non saranno messi a disposizione tutti gli strumenti necessari per garantire alla figlia un'esperienza scolastica completa e dignitosa. Il caso di Zungri rappresenta un campanello d'allarme sulla necessità di una maggiore attenzione e coordinamento tra scuola, istituzioni e famiglie nel supporto alle persone con disabilità.