Meloni al Senato: Richieste di Flessibilità Ue e Sostegno all'Ucraina nel Mezzo di Tensioni Internazionali
Roma, 14 Luglio – In vista del Consiglio Europeo, Giorgia Meloni si presenterà al Parlamento con un mandato ampio volto a ottenere concessioni dall’Unione Europea in materia di energia e competitività. La premier punta, in particolare, all’allentamento delle Ets (Ecological Transition Schemes), le fiscalità sulle emissioni che gravano sull'economia italiana e di altri Paesi europei, e a un ripristino di circa 4 miliardi di euro per compensare gli extracosti dell'inflazione. Questa richiesta si inserisce in un contesto internazionale caratterizzato da sviluppi significativi: l’accordo segreto tra Trump e Putin sul diesel e le dichiarazioni del Presidente americano su Zelensky, che sarà presente al Consiglio Europeo.
La strategia di Meloni prevede anche un rafforzamento del sostegno all'Ucraina, non solo attraverso i pacchetti di aiuti militari (attualmente congelati), ma soprattutto con l’invito a una maggiore presenza della UE nelle trattative con la Russia. La premier auspica la nomina di un inviato europeo unico e, in ultima istanza, di un gruppo di inviati europei con mandato condiviso per esercitare un peso negoziale più significativo.
Tuttavia, il quadro è complesso. Mentre l'Italia si pone sulla linea della competitività europea, spingendo per tagli burocratici e misure concrete dalla Commissione Europea, la Germania insiste su «tagli lineari» a tutti gli Stati membri, compresa la Coesione (fondi destinati allo sviluppo delle regioni meno avanzate). La situazione dell'Ucraina è particolarmente delicata, con Salvini che esprime posizioni favorevoli alla Russia e il congelamento dei decreti di aiuti militari. Meloni dovrà quindi affrontare un equilibrio diplomatico complesso, evitando dichiarazioni troppo nette che potrebbero compromettere le relazioni internazionali.
Il fronte interno presenta anche sfide: la maggioranza di centrodestra fatica a trovare convergenza su temi chiave come la guerra in Ucraina, con Giuseppe Conte ancora fermo sulla sua posizione. Questa difficoltà si riflette nella previsione di risoluzioni diverse presentate dai partiti di opposizione alla vigilia del Consiglio Europeo.