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Mattarella: ‘Non si sono stranieri in casa propria’ – L'importanza dei confini come punti di incontro

05 Settembre 2026 • 2 min
Mattarella: ‘Non si sono stranieri in casa propria’ – L'importanza dei confini come punti di incontro
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    Mattarella: ‘Non si sono stranieri in casa propria’ – L’importanza dei confini come punti di incontro

    Merano, 8 ottobre 2023 – Durante la cerimonia dell’80° anniversario della firma dell’Accordo di Parigi – Giornata dell’Autonomia 2026 – il Presidente Sergio Mattarella ha rievocato l'importanza storica e filosofica dell'intesa che ha sancito la convivenza tra Italia e Austria nell'Alto Adige/Südtirol. L’occasione, come sottolinea il Capo dello Stato, è anche un’opportunità per riflettere sul ruolo dei confini, non più come barriere ma come “punti di incontro” tra popoli desiderosi di prosperare insieme.

    “Le due giovani Repubbliche – rinata con l'indipendenza quella austriaca e istituita dal referendum quella italiana – vollero affermare con l’accordo un principio ribadito nella Costituzione Italiana: non si è ‘allogeni’, stranieri, a casa propria”, ha dichiarato Mattarella. L'intesa, nata nel 1945, rappresenta un pilastro fondamentale per la pacifica coesistenza tra le diverse comunità presenti nella regione e testimonia la lungimiranza di figure chiave come De Gasperi e Gruber.

    Il Presidente ha evidenziato come l’ingresso dell’Austria nell’Unione Europea nel 1995, coincidente con l'entrata in vigore di Schengen, abbia aperto una nuova fase di dialogo e collaborazione, basata sulla condivisione dei valori e del progresso. “La scelta di partecipare insieme alla costruzione dell’Unione Europea – comunità di valori – sancisce in modo netto il rifiuto delle ideologie totalitarie che avevano tristemente segnato la storia del Novecento”, ha aggiunto Mattarella, sottolineando come l'Accordo di Parigi rappresenti un modello ancora oggi invocato in situazioni di difficile composizione europea.

    Mattarella ha inoltre analizzato le origini dell’accordo, evidenziando il contesto storico e politico dell’epoca. “Come naturale, visioni diverse ispiravano le relative posizioni. Ne emerse non un banale compromesso, bensì un modello che viene tuttora invocato in situazioni di difficile composizione in Europa. I due leader condividevano la convinzione che fosse necessario salvaguardare le minoranze di lingua tedesca e ladina presenti nella regione, tutelandone le identità, garantendo la serena coabitazione di ciascuna delle popolazioni che vivevano il territorio”, ha spiegato il Capo dello Stato. L'attenzione si è concentrata sulla necessità di evitare derive etniche forzate e manipolazioni territoriali, come quelle tentate durante la Prima Guerra Mondiale e nei periodi del fascismo e del nazismo.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Repubblica. Leggi originale →

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