La sfida a Malagò: un’alternativa inaspettata
La corsa alla presidenza della FIGC si fa sempre più movimentata, con Giovanni Malagò che punta alla riconferma ma non senza ostacoli. L'ombra lunga di Adriano Galliani, tornato in auge dopo il suo ruolo di commissario per l’Election Day, sta guadagnando terreno, alimentando un clima di incertezza e riallineamenti strategici tra i club.
Il declino di Malagò
La posizione di Malagò si è indebolita significativamente dopo le controversie legate alla gestione dello staff della nazionale e al mancato rispetto dei tempi comunicativi con la Serie A. L'appoggio di Abete, che ha rinunciato a candidarsi, era considerato un pilastro del progetto malagò, ma la sua caduta ha lasciato un vuoto che altri stanno cercando di colmare. La frattura tra Malagò e la Serie A, in particolare, è profonda, alimentata da divergenze strategiche e percezioni di una gestione poco trasparente.
Galliani: il ritorno del ‘tifoso’
L'interesse per Galliani è guidato da diversi club, tra cui Napoli, Lecce e Monza. Il suo appoggio è sostenuto da figure chiave come De Laurentiis e Baldissoni, e si stima che abbia già ricevuto il sostegno di almeno 13 presidenti di Serie A. Nonostante i suoi 82 anni, Galliani rappresenta un'alternativa credibile per la FIGC, con l'obiettivo di superare le criticità strutturali e politiche del momento.
Le voci contrastanti
- Serie A: Sospetti di una spaccatura interna e di un desiderio di maggiore controllo sulle decisioni della federazione.
- Club come Atalanta, Inter e Lazio: Posizioni contrarie alla riconferma di Malagò, con l'obiettivo di imporre un nuovo modello di gestione.
- Serie Pro: In attesa di una posizione definita, dopo il passo indietro di Abete.
La situazione è in continua evoluzione e la conta finale dipenderà dalla capacità dei diversi fronti di costruire consenso. La decisione sarà presa nei prossimi giorni, con un impatto significativo sul futuro del calcio italiano.