La maggioranza politica italiana è in sottosopra a causa di un disaccordo crescente sulle modalità di utilizzo dei fondi del programma Safe e sull'allocazione delle risorse per la difesa. Il vicepremier Matteo Salvini e la Lega hanno espresso forte disappunto per il metodo con cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha comunicato l’acquisizione di 14,9 miliardi di euro destinati al programma Safe, evidenziando che la decisione sull'entità del prestito sarà presa entro dicembre tramite una procedura europea. La Lega, attraverso le dichiarazioni del capogruppo Massimiliano Romeo, ha ribadito l'importanza di indirizzare tali fondi verso la sicurezza interna, concentrandosi su infrastrutture critiche, cybersicurezza e protezione dei confini dagli immigrati.
Spese Difesa: Focus sulla Sicurezza Interna
Romeo ha inoltre sottolineato che i fondi dovrebbero essere spesi coinvolgendo attivamente le piccole e medie imprese italiane. La posizione del ministro Crosetto, che aveva precedentemente specificato che le risorse europee non sono aggiuntive ma semplicemente un possibile strumento di finanziamento modificato, ha ulteriormente esacerbato la tensione. La Lega ha quindi inviato una nota di dieci parole per ribadire che l'ultima parola sull’uso dei fondi Safe spetta al Parlamento, evidenziando un chiaro tentativo di controllo e di limitazione dell’autonomia decisionale del governo.
La situazione si aggiunge alle preoccupazioni già presenti sul dossier energetico. La gestione dei fondi Safe e la loro destinazione specifica per la difesa interna rappresentano un punto di frizione all'interno della maggioranza, evidenziando la complessità delle dinamiche politiche in atto e l’importanza del dialogo costruttivo tra i diversi attori coinvolti.