L’Italia ha annunciato la sospensione temporanea della libera circolazione delle persone prevista dal regime Schengen per un mese, concentrando le misure sulla frontiera aerea e marittima con la Spagna. La decisione, presa su richiesta del Ministero dell’Interno, segue l'emergenza immigratoria che si è creata nella città spagnola di Ceuta, dove sono arrivate oltre 50.000 persone, principalmente africane.
Le misure adottate
Il provvedimento prevede il ripristino delle verifiche dei documenti d’identità e dei passaporti in aeroporti e porti per chi proviene dalle città spagnole, con l'obiettivo di individuare individui irregolari. Il Viminale sottolinea che i controlli saranno mirati esclusivamente ai cittadini di Paesi terzi (extra Ue) provenienti dalla Spagna, escludendo gli spagnoli ed europei. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato un vertice con il Comitato di analisi sull’immigrazione e ha intavolato un colloquio telefonico con il suo omologo francese Laurent Nuñez per intensificare i controlli a Ventimiglia.
La sospensione è stata motivata dalla responsabilità del governo spagnolo nell'«invasione» di Ceuta, attribuita all’utilizzo di un «modello porte aperte» e alle recenti sanatorie di massa per la regolarizzazione di 500.000 persone. Il Ministero dell’Interno italiano ha evidenziato l'urgenza di gestire l'emergenza, sottolineando che l'Italia sta affrontando un flusso migratorio senza precedenti.
La reazione del governo spagnolo è stata categorica: il paese ha espresso «profonda preoccupazione» e ha ribadito il rispetto dei trattati internazionali. La situazione evidenzia le tensioni tra i paesi europei sulla gestione dei flussi migratori e la necessità di una maggiore cooperazione per affrontare l'emergenza.