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Apt, nasce l'idrogeno al Lisert: nove bus a celle a combustibile per Monfalcone, Ronchi e Staranzano

31 Ottobre 2026 • 2 min
Apt, nasce l'idrogeno al Lisert: nove bus a celle a combustibile per Monfalcone, Ronchi e Staranzano
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Indice

    L’idrogeno nasce al Lisert: Apt lancia nove nuovi bus

    Apt ha inaugurato un impianto di produzione di idrogeno presso la sua sede operativa del Lisert, a Udine, per alimentare una nuova flotta di nove autobus a celle a combustibile destinati ai servizi urbani di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano. L'iniziativa rappresenta un passo significativo verso la decarbonizzazione del trasporto pubblico locale e l’azienda guarda già al raddoppio dell’impianto, scalabile per future esigenze.

    Come funziona l'impianto

    Il polo produttivo, situato su un'area di 38.000 metri quadrati acquisita nel 2021 e dedicato interamente alla filiera dell’idrogeno (3.200 metri quadri), si basa su un processo che parte dall'acqua purificata. Un sistema di filtrazione rimuove fino a 500 litri d'acqua all'ora, mentre un elettrolizzatore da 1 MW scompone l'acqua in ossigeno e idrogeno. L’idrogeno viene poi compressa e immagazzinata in tre colonnine: due a 350 bar per gli autobus e una a 700 bar per i mezzi leggeri. La produzione massima giornaliera è di 453 chili.

    I veicoli e il consumo

    I nove autobus, Iveco E-Way H2 da 12 metri, sono dotati di quattro bombole in grado di trasportare 31 chilogrammi di idrogeno ciascuna. La cella a combustibile combina l'idrogeno con l'ossigeno dell’aria per produrre elettricità e il solo sottoprodotto è vapore acqueo. Il consumo dichiarato dal costruttore è di 7,05 chili ogni 100 chilometri. L'impianto, integrato con un parco fotovoltaico da 1,67 MW (2.834 moduli su 17.000 metri quadrati), garantisce un approvvigionamento energetico sostenibile.

    Prospettive future

    La presidente Caterina Belletti ha sottolineato che la scelta di investire in idrogeno è maturata anni fa, anticipando l'interesse per gli autobus elettrici. L’obiettivo è superare i due terzi del parco mezzi a impatto zero entro il 2020, senza dipendere da altre fonti energetiche. La società isontina è la prima in Italia ad aver realizzato un impianto di stoccaggio dell’idrogeno di queste dimensioni su un terreno che non poteva avere altre destinazioni. Il ministero dei trasporti consente ora di vendere l'idrogeno ad altre aziende del settore, e sono in valutazione ulteriori sei bus oltre alle tre opzioni aggiuntive.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Il Piccolo. Leggi originale →

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