Il settembre del 1976 fu un mese di terrore per il Friuli Venezia Giulia, colpito da una serie di scosse sismiche devastanti. La seconda, quella del 18 settembre, aggravò ulteriormente la situazione, lasciando migliaia di persone senza casa e in condizioni precarie. In risposta a questa emergenza, l’isola di Grado, situata nella provincia di Trieste, si trasformò in un punto di riferimento per l'accoglienza e la solidarietà.
6.500 anime sotto lo stesso tetto
Circa 6.500 friulani, tra cui famiglie intere, furono ospitati a Grado. L'isola, con le sue case, appartamenti e alberghi, offrì un rifugio temporaneo per migliaia di persone che avevano perso tutto. I bambini, in particolare, furono accolti a Pineta I graisana, dove poter proseguire i loro studi nonostante la drammatica situazione.
Questo episodio testimonia una straordinaria dimostrazione di generosità e umanità. La comunità di Grado, insieme ad altre donazioni e aiuti, contribuì a garantire un inverno più caldo e sicuro alle famiglie colpite dal terremoto. L'evento evidenziò la capacità del paese di reagire con prontezza e solidarietà di fronte a una tragedia nazionale.
La memoria di questo episodio rimane viva nella storia di Grado e del Friuli Venezia Giulia, rappresentando un esempio di come la comunità possa unirsi per sostenere chi è in difficoltà. Il gesto compiuto nel 1976 continua ad essere ricordato come un momento di grande orgoglio e di profonda umanità.