L'Esodo a Lignano: Un’Immagine Straziante
La quinta e ultima puntata del podcast ‘Tracce – Le voci che restano del terremoto in Friuli’, intitolata “11 settembre”, emerge come un potente documento storico. Il podcast, realizzato dal Messaggero Veneto e Nord Est Multimedia, si basa su una fotografia iconica: un anziano contadino cammina sulla spiaggia di Lignano, un paesaggio di vacanza che contrasta violentemente con il suo esilio forzato. La foto, conservata all’archivio della Biblioteca civica di Gemona, cattura lo spaesamento e la perdita di un uomo costretto a lasciare la sua terra dopo le scosse del settembre 1976.
Le Scosse che Cambiarono Tutto
Il terremoto del 6 maggio 1976 segnò una svolta nella vita dei friulani. Le successive scosse, soprattutto nel settembre dello stesso anno, accelerarono un esodo già in atto. Migliaia di persone furono costrette a lasciare le proprie case, abbandonando tutto ciò che avevano: famiglie, case, strade intere. La spiaggia di Lignano divenne una delle destinazioni per questi sfollati, un luogo di rifugio temporaneo e di profondo smarrimento.
La Narrazione del Podcast
Il podcast ‘11 settembre’ ricostruisce questo drammatico capitolo della storia friulana attraverso testimonianze dirette. Tra queste, quella di Claudio Sandruvi, allora giovane consigliere comunale di Gemona, che ricorda il giorno in cui perse suo figlio Raffaele. La produzione è curata da Giuseppe Parisi e supportata da CrediFriuli, con le musiche originali di Francesco Imbriaco. L'uscita del podcast, prevista per l’11 settembre, coincide con il 47° anniversario delle scosse.
Un Contesto di Memoria
La data dell’11 settembre evoca inevitabilmente la tragedia di New York, ma in Friuli assume un significato specifico: quello della fine di una stagione di terrore e di inizio di un processo di ricostruzione doloroso e lungo. Il podcast ‘Tracce’ non si limita a raccontare i fatti, ma cerca di restituire le voci e le emozioni di chi ha vissuto l'esperienza del terremoto, offrendo uno sguardo intimo sulla sofferenza e la resilienza della popolazione friulana.