La Lega si muove sulla remigrazione. Una mozione presentata da eurodeputata Francesca Tovaglieri al Congresso del partito ha innescato una divisione interna, proponendo misure drastiche per chi commette reati gravi o si comporta in modo ritenuto «cattivo» nel rispetto delle norme italiane. La proposta prevede la revoca della cittadinanza per individui coinvolti in devastazioni e saccheggi, oltre al divieto di residenza per coloro che manifestano una ‘cattiva condotta’. Il documento include anche incentivi per i rimpatri volontari e misure volte a contrastare la formazione di ghetti.
Tovaglieri ha giustificato la mozione in seguito alle violenze dello scorso fine settimana, definendo le «seconde generazioni di immigrati» come una minaccia ai valori nazionali. Secondo l'eurodeputata, il problema non è razzismo, ma «buonsenso», e che «rimandare al proprio Paese chi non è in grado di integrarsi, chi delinque e chi vuole imporre usanze incompatibili con le nostre, come la Sharia».
La mossa ha sollevato critiche da diverse voci all'interno della Lega, sebbene Tovaglieri si presenti come una delle prime sostenitrici di questa linea politica in Italia. Il dibattito interno evidenzia la tensione tra le posizioni più radicali del partito e quelle più moderate, con il rischio di creare fratture significative nel prossimo futuro.
Il tema della remigrazione è tornato al centro dell'attenzione politica italiana, alimentando un acceso confronto tra diverse sensibilità ideologiche. La proposta solleva interrogativi sul futuro dell'immigrazione in Italia e sulle politiche di integrazione del paese.