Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali francesi nonostante la recente condanna per appropriazione indebita di fondi europei. La sentenza, confermata in appello, prevede una pena di ineleggibilità ridotta a 15 mesi e una multa di 100.000 euro, ma anche un anno di braccialetto elettronico.
La decisione di Le Pen di non accettare il braccialetto elettronico è centrale nella sua strategia per riprendere la campagna elettorale. Ha annunciato un ricorso in Cassazione, sfruttando la possibilità di evitare la misura cautelare, e ha dichiarato che, se necessario, avrebbe rinunciato alla candidatura. La sentenza originale riguardava un presunto sistema di appropriazione indebita di fondi del Parlamento europeo, gestito attraverso assistenti parlamentari europei, autisti e maggiordomi, per finanziare le attività del partito nazionale.
Il tribunale ha riconosciuto la gravità dei fatti, ma ha ritenuto che la pena fosse compatibile con le garanzie fondamentali del cittadino. La presidente del tribunale, Michèle Agi, ha sottolineato l'importanza della libertà di candidatura per l'espressione democratica, pur riconoscendo la colpevolezza di Le Pen. L’accusa aveva sostenuto che il sistema, iniziato con Jean-Marie Le Pen e perfezionato dalla figlia Marine, aveva utilizzato fondi pubblici per scopi illeciti.
La decisione del tribunale ha sollevato interrogativi sulla possibilità di una vera campagna elettorale per Le Pen, data la misura del braccialetto elettronico. Tuttavia, il ricorso in Cassazione offre a Le Pen un'opportunità per ritardare la sua candidatura e valutare le implicazioni legali della sentenza. Il clima politico è teso, con i socialisti che hanno criticato duramente la decisione di Le Pen e l’opposizione che vede in questa vicenda un tentativo di manipolare il sistema democratico.