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Trieste: Piazza della Libertà al centro di una disputa tra sicurezza e solidarietà

19 Ottobre 2026 • 2 min
Trieste: Piazza della Libertà al centro di una disputa tra sicurezza e solidarietà
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    Trieste: Piazza della Libertà al centro di una disputa tra sicurezza e solidarietà

    La piazza della Libertà a Trieste è diventata il terreno di scontro tra le forze dell'ordine, il governo regionale e alcune associazioni umanitarie. Il presidente Massimiliano Fedriga ha espresso preoccupazione per l’uso della piazza, sottolineando una serie di episodi problematici che hanno portato alla decisione di limitare l'attività delle associazioni. Questi includono accoltellamenti, spaccio di droga, aggressioni e minacce contro i volontari impegnati nella distribuzione dei pasti. Fedriga ha ribadito la necessità di ripristinare un ambiente sicuro e rispettoso delle regole, criticando alcune realtà associative che trasformano la solidarietà in uno strumento di scontro politico.

    Le preoccupazioni del governatore

    Il governatore Fedriga ha evidenziato una serie di eventi negativi avvenuti nella piazza negli ultimi mesi: due accoltellamenti, attività illegali di spaccio e aggressioni. Inoltre, ha sottolineato le minacce ricevute da chi si dedica alla distribuzione dei pasti, che hanno portato alla sospensione temporanea dell’attività delle associazioni. Fedriga ha ringraziato la Prefettura, la Questura e le forze dell'ordine per il loro lavoro di sicurezza, evidenziando come le disposizioni adottate mirino a restituire la piena fruibilità della piazza.

    Reazioni contrastanti

    La decisione della Prefettura di vietare nel weekend l’attività di distribuzione pasti e beni di prima necessità a migranti e persone in difficoltà ha suscitato forti reazioni. La consigliera regionale Avs Serena Pellegrino ha denunciato un approccio securitario cieco, accusando il governo di voler “spazzare via sotto il tappeto” la povertà e la disperazione. La parlamentare Nicole Matteoni (Fratelli d'Italia) ha invece difeso le prescrizioni della Questura, sottolineando l’importanza del rispetto delle regole da parte di tutte le organizzazioni, inclusa Linea d’Ombra.

    Il ruolo delle associazioni

    La controversia evidenzia anche il ruolo delle associazioni umanitarie che operano nella piazza. Lorena Fornasir, presidente di Linea d’Ombra, ha contestato l'idea che la presenza della sua associazione conferisca diritti esclusivi sullo spazio pubblico. Ha sottolineato la necessità di collaborare con le autorità per trovare modalità di assistenza compatibili con sicurezza e decoro pubblico. La Questura ha infatti stabilito un orario limitato (18:00-20:00) per l'attività di distribuzione pasti, previa comunicazione obbligatoria.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Il Piccolo. Leggi originale →

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