La storica società calcistica San Zeno, un punto di riferimento per lo sviluppo giovanile a Verona, si trova sull’orlo del baratro. Le difficoltà economiche, aggravate da una recente riforma sportiva, rischiano di portare alla chiusura del suo settore giovanile, con conseguenze che vanno ben oltre il semplice destino di una squadra.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta, la situazione è critica: un tempo il vivaio del San Zeno vantava oltre ventina di squadre, ma oggi il quadro generale è cambiato radicalmente. La riforma che ha eliminato il vincolo sportivo, riducendo la “premialità” per chi valorizza i giovani, ha contribuito a creare un circolo vizioso. L'assenza di continuità nel processo di formazione dei talenti, dovuta al fatto che ogni anno non sono più solo i migliori a uscire dal vivaio, rende difficile attrarre sponsorizzazioni e sostenitori.
Il presidente della società, Luigi Buchi, sottolinea l’impatto delle nuove normative: «Fino a 5 anni fa avevamo oltre una ventina di squadre nel vivaio. A essere cambiato oggi è il quadro generale». Oltre alle problematiche legate alla riforma, la società si trova ad affrontare pesanti oneri per affitto e utenze, rendendo la situazione ancora più precaria. La ‘Busa’, l'iconico campo del San Zeno, situato sotto i bastioni di Verona a pochi passi dalla Basilica, potrebbe diventare deserto.
La chiusura del vivaio del San Zeno rappresenterebbe una perdita significativa per l’intera città: lo sport giovanile non è solo una spesa, ma un investimento fondamentale nella qualità della comunità. La scomparsa di questo settore avrebbe ripercussioni sull'identità locale e sulla formazione dei futuri talenti veronesi.