La sanità triestina e isontina è in grave stato di agitazione a causa di una significativa carenza di personale. Secondo quanto riportato da Fp Cgil e Fials, si registra una diminuzione del 30% dei medici e degli infermieri che operano nella zona, un dato che amplifica le problematiche già esistenti.
Un Sistema al Limite
La situazione è stata ulteriormente aggravata dagli recenti attacchi hacker al Policlinico Triestino, che hanno interrotto i servizi e messo a dura prova le risorse disponibili. Tuttavia, la crisi del personale va ben oltre l'incidente informatico, rappresentando un problema strutturale che colpisce l’intera assistenza sanitaria della provincia di Trieste e dell’isola di Istria.
Le organizzazioni sindacali attribuiscono la fuga dei professionisti a due fattori principali: la concorrenza con il settore privato, dove gli stipendi sono spesso più elevati, e la rinuncia all'assunzione da parte delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) del Friuli Venezia Giulia. Questa combinazione di elementi ha creato un circolo vizioso che sta mettendo a rischio la qualità dell’assistenza sanitaria offerta alla popolazione locale.
Fp Cgil e Fials hanno quindi chiesto un incontro urgente con i vertici delle ASL, il Prefetto di Trieste e le autorità competenti per trovare soluzioni concrete. La situazione richiede interventi immediati per evitare ulteriori ripercussioni sulla salute dei cittadini e garantire la continuità del servizio sanitario nella zona.