La Russa Scuote il Centrodestra: Vannacci, Mussolini e l’Antisemitismo
L’ora di podcast con Fedez e Mr. Marra ha fornito a Ignazio La Russa l'occasione per delineare chiaramente le sue posizioni su diversi fronti politici. Il presidente del Senato ha espresso un netto rifiuto all’alleanza con Roberto Vannacci, definendolo ‘traditore’ della fiducia di Matteo Salvini e sottolineando una divergenza etica fondamentale.
La Russa è fermamente intenzionata a non sostenere l'alleanza con Futuro Nazionale, affermando che la posizione di Vannacci è perfettamente in linea con quella di Giorgia Meloni. La decisione, spiega, è motivata da un principio etico: “Se oggi qualcuno accettasse di fare un accordo con lui, sarebbe un affronto al vicepresidente del Consiglio”.
La Legge Elettorale e la Critica al ‘Pareggio’
Il dibattito si è poi spostato sulla nuova legge elettorale, che La Russa definisce una risposta alla ‘paura’ della sinistra di perdere il “pareggio” – ovvero il raggiungimento di due terzi dei voti necessari per l'approvazione delle leggi. ‘Questa legge evita il pareggio’, ha dichiarato, sottolineando come la sinistra tenda a considerare il pareggio come un risultato imprescindibile.
La Legge Antisemitismo e le Paure dei Cittadini
La questione del ddl antisemitismo è stata affrontata con particolare enfasi. La Russa sostiene la necessità di una legge che tuteli gli ebrei da atti di violenza e discriminazione, pur evitando un’eccessiva limitazione della libertà di espressione. ‘Ci sono i figli dei miei amici ebrei che devono stare attenti ad andare in sinagoga per paura di essere picchiati, questo non succedeva anni fa’. La preoccupazione è legata all'aumento degli episodi di antisemitismo, spesso mascherati da anti-israelismo.
Il Busto di Mussolini e la Sua Storia Personale
Con un tocco di ironia, La Russa ha parlato del suo busto di Mussolini, definendolo ‘un regalo di mio padre’. Ha rivelato di averlo donato anche a sua sorella e ha espresso disappunto per il fatto che il giornalista che lo aveva ripreso di nascosto l’avesse poi tirato fuori solo un anno dopo la sua nomina a presidente del Senato, definendo l'accaduto ‘un poveretto, un povero cristo, disgraziato’. Il senatore ha anche commentato le recenti polemiche riguardanti gli aumenti ai magistrati, definendoli una questione puramente finanziaria.