La Procura della Repubblica di Milano ha espresso il suo parere contrario alla richiesta di Glovo di sospendere il ‘controllo giudiziario’ avviato a febbraio. Il procuratore Paolo Storari ritiene che l'azienda stia offrendo aumenti salariali ingannevoli, pagando i rider di più ma per un numero di ore effettivamente lavorate inferiori.
Il Contenzioso e le Richieste del Pm
La controversia si concentra sulle modalità di retribuzione dei rider Glovo. Il pm Storari, invocando gli articoli 12 e 14 del decreto Meloni n. 62, sollecita il Gip Roberto Crepaldi a intervenire immediatamente per correggere le pratiche contrattuali. La Procura chiede che i pagamenti di Glovo tengano conto del tempo effettivo impiegato dai lavoratori e che vengano definiti contratti che riflettano la loro vera natura subordinata.
Un elemento cruciale della richiesta è l'analisi dell’algoritmo utilizzato da Glovo per l'assegnazione delle consegne. Il pm chiede inoltre di trasformare in dipendenti subordinati almeno i rider ‘para-professionali’, stimati in 4.000 unità che effettuano un elevato numero di consegne annuali, e i 1.200 lavoratori che ne fanno circa 6.000.
La Procura stima che Glovo abbia evaso contributi allo Stato per circa 38 milioni di euro in tre anni. L'obiettivo è rendere trasparente il funzionamento dell’algoritmo e garantire il rispetto delle normative sul lavoro, tutelando i diritti dei rider.