Pordenonelegge Accoglie la Dissensio Arena: Un Faro di Libertà in Afghanistan
Nel cuore della Piazzetta del Portello a Pordenonelegge, si appresta ad aprire i battenti la Dissensio Arena, uno spazio dedicato alla difesa della libertà di parola e al sostegno delle voci soffocate da regimi autoritari. L'iniziativa, promossa con l'obiettivo di sensibilizzare sulle gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, si inserisce nel quinto anniversario della presa del potere da parte dei talebani nell’agosto 2021.
La Situazione in Afghanistan: Un Paese al Contrasto
Il regime talebano ha imposto un controllo draconiano sulla società afghana, negando alle donne l'accesso all’istruzione oltre la scuola primaria e rimuovendo migliaia di libri da librerie private e bloccando l'accesso a studi universitari. La situazione è aggravata dalla confisca di materiali didattici, soprattutto scritti da donne, in diverse province, tra cui Herat.
Un Calendario di Eventi Straordinario
La Dissensio Arena ospiterà una serie di incontri con autori e giornaliste provenienti da tutto il mondo. In apertura, Zainab Entezar, autrice e regista afghana costretta all'esilio, presenterà il suo libro Fuorché il silenzio, raccoglitore di testimonianze di oltre trentasei donne afghane che raccontano le loro vite e la resistenza silenziosa o attiva dopo il ritorno al potere dei talebani. A seguire, l’artista tedesca di origine afghana Moshtari Hilall presenterà il suo saggio d'esordio sulla costruzione sociale e politica della bruttezza. Il programma proseguirà con l'intervento di Vera Politkovskaja, che parlerà dell'eredità spirituale e politica della madre Anna Politkovskaja, a vent’anni dalla sua tragica morte, e con la presentazione del libro di Kader Abdolah, scrittore iraniano naturalizzato olandese. Infine, il festival ospiterà anche la scrittrice franco-marocchina Leïla Slimani che presenterà il suo nuovo capitolo della saga familiare.
Approfondimento: Il Significato dell'Iniziativa
La Dissensio Arena rappresenta un gesto di solidarietà e supporto alle vittime della repressione talebana. L’iniziativa, curata da Alberto Garlini con il cartellone coordinato, mira a portare in Italia le storie di donne afghane che lottano per la libertà e i diritti fondamentali, contribuendo a mantenere viva l'attenzione internazionale sulla crisi umanitaria in Afghanistan.