La filiera italiana delle armi leggere si conferma un settore strategico per l’economia nazionale, secondo quanto emerge dal Position Paper “L’Italia come produttore di sicurezza” realizzato da TEHA Group e presentato al Forum di Cernobbio con il contributo di Beretta. Lo studio quantifica un valore economico complessivo di circa 8 miliardi di euro, sostenuto da un network produttivo che coinvolge migliaia di lavoratori e genera un impatto occupazionale superiore a quello di settori come farmaceutica ed energia, pari a 88 mila posti di lavoro.
Posizione di Leadership in Europa
L'Italia detiene la prima posizione in Europa per numero di imprese attive nel comparto delle armi leggere, rappresentando il 50,7% delle aziende europee. Il contributo si estende al 25% della componentistica e al 65,4% della produzione di munizioni per uso civile, sportivo e venatorio. L'analisi dell’Università di Urbino evidenzia effetti moltiplicativi significativi: il valore economico è amplificato di 1,8 mentre l'occupazione aumenta di 1,9.
Nonostante la competizione internazionale in aumento – con una diminuzione della quota italiana delle esportazioni mondiali (dal 26,3% al 20,7% tra il 2015 e il 2024) e una crescita di quella turca – la filiera italiana si distingue per un patrimonio di competenze industriali, tecnologiche e professionali sviluppate nel tempo. Come sottolinea Carlo Ferlito, CEO & General Manager di Fabbrica d’Armi Pietro Beretta, l'operatività avviene all'interno di un sistema di controllo rigoroso.