Il Centro di accoglienza straordinario (Cas) di Campo Sacro, gestito finora dalla Caritas Diocesana, ha ufficialmente cessato le operazioni il primo settembre. La decisione, comunicata dalla stessa realtà diocesana, è stata motivata da ‘dubbi sulla nuova procedura accelerata’ introdotta per la gestione del centro.
Il Cambiamento di Gestore
La Caritas ha specificato che si tratta di una scelta ponderata e non di una protesta nei confronti della Prefettura, sottolineando l'importanza di mantenere aperto il dialogo. La transizione nella gestione è stata formalizzata con la costituzione di una Società a Responsabilità Limitata (Srl) incaricata di gestire il sito. I dettagli specifici sulla composizione della Srl e sulle modalità operative sono ancora in fase di definizione, ma si prevede un focus su una gestione più strutturata e orientata al rispetto delle normative vigenti.
La chiusura dell'attività della Caritas solleva interrogativi sul futuro del centro migranti di Campo Sacro, situato nella frazione di San Bassano, in provincia di Vicenza. La decisione ha destato preoccupazione tra le associazioni umanitarie e gli attivisti che da anni si battono per i diritti dei migranti e dei richiedenti asilo presenti nel sito. Il passaggio a una struttura privata potrebbe alterare l'approccio alla gestione del centro, con possibili implicazioni sulla qualità dell'accoglienza e sui tempi di elaborazione delle domande di protezione internazionale.
Le autorità locali e regionali sono chiamate a monitorare attentamente la nuova gestione per garantire il rispetto dei diritti umani e il pieno adempimento degli obblighi previsti dalla legge. La situazione di Campo Sacro, già oggetto di intense polemiche e contestazioni, rimane quindi al centro dell'attenzione, con implicazioni significative per le politiche migratorie della regione Veneto.