La sfida della bonifica dell’ex Ferriera di Trieste si preannuncia complessa, non solo dal punto di vista tecnico ma anche burocratico. La proposta avanzata da Icop, guidata da Petrucco, prevede un approccio ‘regia unica’ per il sito, sottolineando la necessità di una gestione centralizzata e coordinata del processo di riqualificazione.
L'auspicio dell'assessore Amoroso è che l'esperienza maturata a Trieste possa fungere da modello per la bonifica di altri siti industriali dismessi in Italia, specificamente Taranto e Bagnoli. Questa visione si inserisce in un contesto più ampio di interventi mirati alla risanamento ambientale e alla riqualificazione urbana di aree precedentemente inquinate.
La viceministra all’ambiente Gilberta Gava ha annunciato l'imminente introduzione di semplificazioni amministrative per accelerare i processi di bonifica, riconoscendo la complessità burocratica che spesso rallenta interventi di questo tipo. L'obiettivo è quello di rendere più efficiente e rapido il processo di riqualificazione del sito dell’ex Ferriera, con l'intenzione di creare un polo logistico a servizio del nuovo molo VIII per il Porto di Trieste.
Il pacchetto proposto integra la bonifica del sito con lo sviluppo di un moderno polo logistico, destinato a supportare le attività del nuovo molo VIII, cruciale per l'espansione delle capacità portuali della città. Questa strategia ambisce a trasformare l’ex Ferriera in un motore economico e logistico per il porto triestino.