Un automobilista marchigiano ha subito un incidente con un cinghiale che improvvisamente è uscito da una curva su una strada provinciale. L'episodio, avvenuto alle scure del tardo pomeriggio, ha evidenziato una problematica sempre più frequente: il conflitto tra la presenza della fauna selvatica e le infrastrutture stradali. Secondo quanto riporta la Gazzetta, la base giuridica per ottenere un risarcimento in questi casi è l'articolo 2052 del Codice Civile, che stabilisce la responsabilità oggettiva della Regione per i danni causati dagli animali.
Responsabilità Oggettiva e Cambiamenti Giudiziari
Fino a poco tempo fa, per poter invocare la responsabilità della Regione, il danneggiato doveva dimostrare una specifica negligenza dell'ente nella gestione del territorio, ad esempio la mancanza di recinzioni o altri interventi di prevenzione. Tuttavia, recenti ordinanze del 2026 hanno modificato radicalmente questa impostazione. L'ordinanza n. 11299 ha stabilito che il conducente deve solo dimostrare il nesso causale tra l'incidente e la presenza del cinghiale, nonché la dinamica dell'evento. Questo semplifica notevolmente il processo per i danneggiati.
Un'altra ordinanza, la n. 11302/2026, ha riguardato un caso simile in Marche, confermando l'applicazione della responsabilità oggettiva. È importante sottolineare che, anche in questo caso, il conducente deve comunque aver rispettato i limiti di velocità e le norme del Codice della Strada. La questione sollevata riguarda quindi la gestione del territorio da parte della Regione, ritenuta responsabile per la presenza della fauna selvatica nelle aree adiacenti alle strade.
La decisione giudiziaria rappresenta un punto di svolta nella tutela dei cittadini coinvolti in incidenti causati dalla fauna selvatica. La responsabilità oggettiva, sebbene controversa, mira a garantire una maggiore equità e a evitare che il danneggiato debba dimostrare la colpa dell'ente pubblico.