La capitale ucraina, Kiev, è stata colpita da un'ondata di attacchi notturni da parte delle forze russe, che hanno portato a un’ulteriore crisi energetica nel paese. Continuano i raid mirati alle infrastrutture energetiche, con blackout segnalati in diverse regioni, tra cui Dnipropetrovsk, Kharkiv e Zhytomyr. Secondo il capo dell'amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, Oleksandr Hanzha, le forze russe hanno effettuato oltre dieci attacchi con artiglieria e droni contro i distretti della regione.
La situazione critica
L'attacco a Izyum, nel sud-est di Kharkiv, ha causato l’interruzione dell’erogazione elettrica a seguito dei danni alle reti di distribuzione. Anche nella regione di Zhytomyr, il governatore segnala raid su infrastrutture ferroviarie ed energetiche, evidenziando la portata e la sistematicità degli attacchi.
La tregua energetica annunciata da Trump, inizialmente ritenuta una possibile soluzione per evitare ulteriori interruzioni, è stata rapidamente infranta. Il Cremlino ha negato di avere informazioni sulla tregua nei bombardamenti, mentre il presidente Zelensky ha dichiarato di non essere a conoscenza dell'accordo e ha minacciato una risposta se la Russia dovesse continuare a violare il cessate il fuoco. L’uso di droni Shahed per colpire impianti del gas durante la notte ha ulteriormente aggravato la situazione.
Zelensky, intervenendo al forum sulla Sicurezza a Varsavia, ha sottolineato l'inconsistenza delle azioni russe, evidenziando che gli attacchi continuano nonostante le dichiarazioni di tregua. La situazione solleva interrogativi sulla volontà della Russia di rispettare qualsiasi accordo e sul futuro della fornitura energetica all’Ucraina.