Nell'impegnativa sfida contro il Milan, il Torino ha dimostrato un’organizzazione tattica e una creatività in fase offensiva grazie soprattutto al talento di Manuel Fitz-Jim. Il 23enne, arrivato dall'Ajax, si è rivelato il vero motore del gioco granata, orchestrando azioni da posizione avanzata e mettendo a disposizione dei compagni occasioni decisive.
Le sue giocate chiave
Fitz-Jim ha guidato la squadra di mister Belloni con un'intensità notevole, creando il maggior numero di occasioni da gol per i suoi compagni (tre). Un esempio lampante è stato il filtrone al 73° minuto per Alieu Njie, che si è visto negare il gol solo grazie alla deviazione del portiere rossonero. Poco dopo, ha ideato un scavetto magistrale per Pietro Comuzzo in area, con il difensore granata che ha colpito di prima, ma il tiro è finito alto sopra la traversa. Questi momenti hanno messo in luce la sua capacità di leggere gli spazi e i movimenti dei compagni, trasformandolo nel regista multiuso sperato dalla squadra.
Le statistiche confermano il ruolo centrale del giocatore: 63 palloni giocati, più di Ismajli, 49 passaggi completati e un tiro effettuato. Oltre alla sua abilità nel costruire azioni, Fitz-Jim ha dimostrato anche di saper attaccare gli spazi, rimanendo sempre al centro del gioco e contribuendo attivamente alla fase difensiva con il suo pressing alto.
L'impatto positivo di Fitz-Jim si riflette in un Torino più propositivo e organizzato. Il suo inserimento nel centrocampo ha permesso alla squadra di imporre il proprio ritmo di gioco, creando superiorità numeriche in attacco e rendendo più difficile la costruzione del gioco da parte degli avversari. La sua presenza è un elemento fondamentale per le ambizioni granata.