Trieste è al centro di una disputa sulla gestione della sicurezza e dei controlli alle frontiere. Dopo una lunga riunione in Prefettura, il sindaco Roberto Dipiazza ha espresso la sua forte preoccupazione per la situazione dei cantieri nell'antico scalo di Porto Vecchio, evidenziando la necessità di un presidio più efficace degli agenti di polizia.
Il focus sulla sicurezza locale e la critica ai controlli statici
L’incontro con il prefetto Giuseppe Petronzi, che ha visto anche la partecipazione dell'assessore comunale alla Sicurezza Caterina De Gavardo e dell'assessore regionale all'Ambiente Fabio Scoccimarro, si è concentrato sulla sicurezza dei cantieri, ma rapidamente si è spostato sul tema della sospensione di Schengen e dei controlli statici alla frontiera con la Slovenia. Dipiazza ha criticato l’approccio attuale, definendolo «inutile» e auspicando un investimento più mirato nella sicurezza locale.
Il sindaco ha sottolineato che «inutile presidiare solo Fernetti mentre venti valichi restano scoperti», evidenziando la necessità di una presenza più significativa degli agenti nelle aree critiche. L'intenzione è quella di interloquire con il ministro degli Interni Matteo Piantedosi, previsto un incontro il 6 settembre, per sollecitare un intervento concreto e mirato.
La richiesta del sindaco Dipiazza, che in precedenza imbarazzava il centrodestra, si inserisce in un contesto più ampio di preoccupazione per la gestione dei flussi migratori e della sicurezza lungo i confini. La posizione di Dipiazza riflette una visione localizzata della sicurezza, concentrata sulla protezione delle risorse e degli interessi del territorio triestino.