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Restauro del Fondo Antonini: Un Archivio Storico Rinasce al Craf

18 Ottobre 2026 • 2 min
Restauro del Fondo Antonini: Un Archivio Storico Rinasce al Craf
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Indice

    Un Tesoro Documentale Riscoperto

    Negli archivi del Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia (Craf) di Spilimbergo, un patrimonio documentario sta rinascendo grazie al lavoro di recupero, restauro e digitalizzazione. Tra i fondi più significativi, spicca quello di Daniele Antonini (1911-1988), storico locale, ricercatore e per oltre due decenni condirettore della rivista ‘Il Noncello’, un punto di riferimento per la cultura del Friuli Occidentale.

    L’archivio di Antonini, depositato al Craf nel 2020, è composto da oltre cinquemila negativi e lastre fotografiche, realizzate tra gli anni Trenta e la metà degli anni Settanta. Questo materiale documenta un periodo cruciale della storia del territorio pordenonese, offrendo uno sguardo prezioso sull’evoluzione urbanistica e sociale dell’epoca. Il Craf, con il suo approccio scientifico e tecnologico, non si limita alla semplice conservazione, ma studia, protegge e rende accessibile questo patrimonio attraverso piattaforme web e concessioni di utilizzo a enti pubblici e privati.

    Daniele Antonini: Uno ‘Storico Militante’

    Daniele Antonini si distingueva per il suo approccio metodologico rigoroso, basato su un’attenta ricerca nelle fonti storiche. Utilizzando la fotografia come strumento di indagine, ha prodotto un notevole corpus di conoscenza sul territorio pordenonese, che oggi rappresenta una risorsa fondamentale per gli studiosi e i ricercatori. La rivista ‘Il Noncello’, diretta da Antonini, contribuì in modo significativo alla diffusione della cultura locale, promuovendo saggi storici, articoli di arte e letteratura.

    Le Operazioni del Craf

    Il Craf non si limita a custodire gli archivi, ma li rende operativi attraverso una filiera completa che include la catalogazione, la digitalizzazione, il restauro e la valorizzazione. Esempi concreti delle attività del centro includono l’invio di fotografie di Mario De Biasi sulla rivoluzione ungherese del 1956 per esposizioni internazionali, la gestione di richieste di utilizzo di immagini per studi e pubblicazioni, e la conservazione di fondi come quello di Toni Nicolini (pubblicazioni del Touring Club Italiano) o quello dedicato al Genio Civile. L’archivio di Antonini si aggiunge a questo panorama, offrendo un contributo prezioso alla memoria visiva della regione.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Messaggero Veneto. Leggi originale →

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