La 42ª edizione del Premio Hemingway, celebrata a Lignano Sabbiadoro, ha visto cinque autori premiati per la loro capacità di resistere alla superficialità e alla paura. La serata finale, incentrata sulla memoria, l'autenticità e la libertà dello sguardo, ha visto riconoscimenti a Niccolò Ammaniti, Paolo Gasparini, Paolo Crepet, Giada Messetti e Burhan Sönmez.
Ogni vincitore ha rappresentato un aspetto della figura di Ernest Hemingway, affrontando temi come il legame con Cuba (Gasparini), la formazione e l'attenzione al tema della paura (Ammaniti), la difesa dell’umano e dell’indipendenza (Crepet) o il valore della testimonianza storica (Messetti). L'evento ha visto la partecipazione di personalità illustri, tra cui Alberto Garlini, Monica Giandotti e rappresentanti istituzionali.
Ammaniti ha ricevuto il premio per “Il Custode”, mentre Crepet, con il suo libro “Riprendersi l’anima”, ha sottolineato la necessità di contrastare una società iperconnessa priva di emozioni. Gasparini, premio per la fotografia, ha esortato a difendere lo sguardo come testimonianza della realtà, evidenziando i rischi dell'intelligenza artificiale.