Il Dono di Willie: Un Tesoro Illustrato di Norman Rockwell
Mestre si appresta a celebrare un evento unico nel suo genere: la pubblicazione in Italia, tramite l'editore indipendente Storiedichi Edizioni, dell’unico albo illustrato mai realizzato da Norman Rockwell per i bambini. “Il dono speciale di Willie”, creato nel 1967 e inedito fino ad ora, è un invito a seguire le proprie passioni e a costruire un futuro autentico, in linea con i propri desideri. L'opera, che torna finalmente alla luce dopo decenni, rappresenta una preziosa testimonianza del genio dell’artista americano, scomparso nel 1978, e del suo impegno per i diritti civili.
La Storia di Willie e Polly
Il racconto narra la storia di Willie, un tordo dei boschi che si sente diverso dal resto del suo stormo. «Willie era diverso. Sentiva di essere diverso e appariva diverso. Era goffo e aveva i piedi a papera», scriveva Rockwell con un tono delicato e ironico. L'incontro con Polly, una bibliotecaria amante della musica, segnerà la sua vita, aprendolo al mondo e alla scoperta del suo ‘dono speciale’. Il viaggio di Willie è un’allegoria dell’importanza di seguire i propri sogni, anche quando questi ci portano fuori dai sentieri battuti.
Un'Opera Ricca di Dettagli Realistici
L'albo è un esempio lampante dello stile inconfondibile di Rockwell, caratterizzato da una minuziosa attenzione ai dettagli e da un realismo quasi fotografico. Le illustrazioni, a colori e in bianco e nero, ritraggono personaggi dell’epoca, inclusi esponenti dell’ornitologia e la moglie Molly, che posò per molte delle illustrazioni di Miss Polly. La traduzione di Chiara Carminati ha permesso di mantenere il testo il più fedele possibile all'originale pubblicato nel 1994 in occasione del centenario dalla nascita di Rockwell.
Il Contesto Storico e l’Eredità di Rockwell
La storia è stata originariamente pubblicata su McCall's negli anni '60, poi ampliata da Molly Punderson, la terza moglie di Rockwell. L’opera si inserisce nel corpus dell’artista, noto per le sue copertine del “Saturday Evening Post” e per le rappresentazioni del sogno americano, ma anche per il suo impegno sociale, evidente nelle opere dedicate al razzismo e alla segregazione. Il tordo Willie può essere interpretato come un'eco autobiografica del distacco dal conformismo professionale che Rockwell stesso perseguì nella sua carriera.