La situazione in Ucraina è ulteriormente esacerbata dalle crescenti tensioni tra il Cremlino e gli Stati Uniti, con il tycoon Donald Trump che annuncia un potenziale sostegno ucraino alla produzione di sistemi Patriot. Il Cremlino reagisce sottolineando la duplicità della posizione americana, che a differenza dei paesi europei continua a fornire armamenti all'Ucraina, mentre Mosca denuncia l’escalation degli attacchi ucraini alle infrastrutture russe.
Il conflitto tra Russia e Ucraina si intensifica con nuovi sviluppi militari. Le forze ucraine hanno ripetutamente colpito depositi di petrolio russi nel Mar d'Azov, mirando a interrompere le linee di rifornimento per le truppe russe. Lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha confermato che 12 petroliere russe, un rimorchiatore e una nave da carico a secco sono state colpite nella notte, sottolineando l’importanza strategica del Mar d'Azov per il rifornimento delle forze di Mosca.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha criticato le visioni “sbagliate” dell’amministrazione Trump riguardo alla possibilità che un’escalation militare possa favorire una soluzione pacifica. Ha sottolineato che la continua fornitura di armi da parte degli Stati Uniti all'Ucraina rappresenta un’ulteriore complicazione della situazione, alimentando il conflitto e ostacolando qualsiasi tentativo di negoziazione.
Il ministro degli Affari Esteri italiano Antonio Tajani ha ribadito il sostegno del governo italiano a Kiev, sottolineando la necessità di una pace giusta che non penalizzi l'Ucraina. Ha espresso la volontà di coinvolgere l’Europa in un processo di pace, con un rappresentante scelto dall'Italia e non da Putin, evidenziando l'importanza di un approccio diplomatico per risolvere il conflitto.
Un tragico incidente ha visto un morto e cinque feriti, tra cui un minore, a seguito di attacchi ucraini nella regione russa del Belgorod. Un drone ha colpito un’auto sulla strada Yasnie Zori-Cheremoshnoe, evidenziando la crescente intensità dei combattimenti al confine tra i due paesi.