Anastasiia Berezovska, la donna identificata come esecutrice dell’attentato con lo zaino-bomba a Monte Carlo che ha ferito gravemente l'oligarco ucraino Vadim Ermolaev, è stata ritrovata morta nei dintorni di Kyiv. Le autorità ucraine e Interpol stanno indagando sulle circostanze della sua morte, sospettando un omicidio legato all’attentato.
Berezovska era nota per la sua competenza in materia di esplosivi ed era disposta a fornire tali conoscenze a chi fosse disposto a pagare. Secondo fonti dell'Interpol, non si trattava di una sicaria o di un membro di un gruppo criminale organizzato, ma piuttosto di una figura freelance specializzata in questo tipo di attività. Il suo nome era stato monitorato da Interpol già prima dell’attentato a Monte Carlo, legato alla sua capacità di procurare esplosivi.
Le indagini hanno ricostruito i movimenti della donna dopo l'attentato. È emerso che Berezovska aveva fatto dei sopralluoghi davanti al palazzo dove era avvenuto l’attentato, aveva attraversato il confine con la Francia e si era apposta a noleggio un’auto modificata per sfuggire alle forze dell’ordine. L'auto, con targa e GPS disattivati, è stata utilizzata per transitare attraverso Italia, Austria e Ungheria, sfruttando l'assenza di sistemi di tracciamento sulle strade europee.
Le indagini si concentrano ora sul periodo tra il 23 giugno (data della sua scomparsa dalla Germania) e la notte dell’omicidio. La polizia ucraina e Interpol stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita di Berezovska, con l'obiettivo di identificare i responsabili del suo assassinio e comprendere le motivazioni dietro l'attentato a Monte Carlo. Sono stati arrestati due uomini legati all'omicidio: un ufficiale dell’intelligence ucraina (Hur) e un ex agente della polizia.
Nonostante le indagini, resta incerto il coinvolgimento diretto dei servizi segreti ucraini nell'attentato o nell'omicidio. Le autorità sottolineano che l'assenza di tracce digitali sull’auto utilizzata dalla donna rende particolarmente complessa la ricostruzione degli eventi. La vicenda solleva interrogativi sulla rete di relazioni internazionali e sulle possibili connessioni tra Berezovska, Ermolaev e altri soggetti coinvolti.