Funerale di Stato per Emma Bonino: Mattarella, Meloni, Prodi in Campidoglio
Roma, 14 marzo – Un funerale di stato reso omaggio a Emma Bonino, figura chiave della politica radicale italiana, si è svolto oggi al Campidoglio. La cerimonia, organizzata su richiesta dell’assistente Carla Taibi, ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Premier Giorgia Meloni e del leader del Partito Democratico, Elly Schlein, insieme a numerosi esponenti politici di diverse sensibilità.
L'atmosfera era particolarmente intima, con l’accesso alla sala della Protomoteca limitato ai flash, per rispettare la volontà espressa dalla Bonino di una celebrazione sobria e concentrata sui contenuti. Come riportato dal Corriere, l’assistente Carla Taibi ha sottolineato che «proseguiremo la tua opera», evidenziando l'importanza di mantenere viva l’eredità della Bonino attraverso la difesa dei suoi valori e il perseguimento delle sue battaglie.
Le parole di Carla Taibi
«Emma non ha mai pensato di essere sola, ha sempre riconosciuto il ruolo di Marco Pannella, della politica radicale. E ha deciso di mettere quel patrimonio nel partito che ha fondato, nel nome della sua battaglia più grande: gli Stati uniti d'Europa come destino unico per le persone e le loro libertà», ha dichiarato Taibi. «Non avrebbe voluto una commemorazione – ha aggiunto -. Il modo migliore per ricordarla è certamente tenere insieme tutte le sue battaglie, difendendo quanto ha già ottenuto e continuando quelle incompiute, tenendo presente il suo modo di combatterle, con rigore, con studio, con ostinazione, col metodo della non violenza. Anche quando era impopolare, anche quando per vincerle era necessario perdere tante volte».
L'eredità di Emma Bonino
Taibi ha inoltre evidenziato l’impatto del lavoro della Bonino sulla giustizia internazionale e sulla lotta contro i crimini di guerra, sottolineando come il suo impegno «non abbia mai smesso di credere nell’Europa, nemmeno davanti alla malattia, anche quando era lei ad avere bisogno di noi». La figura di Emma Bonino è stata descritta come quella di una donna instancabile, sempre pronta a lottare per i suoi ideali, con un approccio pragmatico e determinato. «Se oggi per i crimini di guerra esiste la speranza che la giustizia internazionale possa punire i colpevoli è anche grazie al suo lavoro», ha concluso Taibi, aggiungendo: «Emma non ha mai smesso di credere nell'Europa, nemmeno davanti alla malattia, anche quando era lei ad avere bisogno di noi. La Emma pubblica e privata era in qualche modo inscindibile, una donna che anche quando la vita le chiedeva di fermarsi continuava a guardare oltre se stessa e soprattutto al futuro. Oggi sarebbe qui a dirci di smetterla di ricordare, e iniziare a darci da fare, perché c'è ancora troppo da fare.
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