Via Pellico 8 a Trieste. Un indirizzo che per quasi un secolo ha pulsato al ritmo della stampa, dell'inchiesta, del dibattito. Il ‘Piccolo’, quotidiano fondato nel 1930, chiude ufficialmente i battenti il 24 maggio 1987, dopo una vita di impegno giornalistico nella città lagunare. La sua scomparsa segna la fine di un’epoca, quella in cui il giornale era un punto di riferimento per la comunità triestina e oltre.
Un Mondo Tra Piombo e ‘Likov’
Il trasferimento della redazione da spazi angusti e bui, tipici delle prime fasi del giornale, ai moderni “likof” – laboratori di grafica – con i tipografi, rappresenta un capitolo fondamentale nella storia de Il Piccolo. Questo cambiamento fisico rifletteva l’evoluzione del settore editoriale, dall'immediato dopo guerra alla digitalizzazione embrionale degli anni '80. La memoria dei giornalisti e dei dipendenti che hanno lavorato al giornale è costellata di aneddoti, di battaglie editoriali, di incontri con personaggi illustri, ma anche del peso della storia italiana, in particolare del periodo fascista e della Seconda Guerra Mondiale, quando il giornale si trovò a operare in un contesto di forte tensione politica.
La chiusura de Il Piccolo non fu solo una questione economica o organizzativa. Rappresentò la scomparsa di un punto di riferimento culturale e sociale per Trieste. Il giornale aveva contribuito a formare l'opinione pubblica, a denunciare ingiustizie e a promuovere il dibattito politico e civile. La sua eredità, tuttavia, sopravvive nella memoria dei suoi ex dipendenti e dei lettori, che ricordano con nostalgia i tempi in cui il giornale era un punto di incontro per la città.
Il ricordo del ‘Piccolo’ è legato al suo ruolo nel contesto storico triestino. Il giornale ha assistito a cambiamenti politici, sociali ed economici significativi, dalla fine della guerra alla nascita della Repubblica Italiana, dal boom economico all'Unità d'Italia. La sua storia è intrecciata con la storia di Trieste, una città in continua trasformazione, tra identità culturali e influenze internazionali.