L’Episodio Decisivo: Il DNA sui Pedali
Nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007, il ritrovamento di tracce del suo sangue sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, l'ex fidanzato, ha rappresentato un punto di svolta cruciale nelle indagini. Il pm Rosa Muscio, già il 24 settembre 2007, contestò a Stasi di aver calpestato il corpo della vittima sulla sua bicicletta bordeaux, sequestrata nella sua abitazione.
L’interrogatorio pubblico davanti a fotografi e telecamere, con la folla che lo assaltava con urla di «assassino, bastardo», portò immediatamente alla sua arresto. Sebbene il fermo non sia stato poi convalidato dal Gip e l'analisi successiva abbia confermato che il materiale organico rinvenuto non era sangue (a causa di contaminazioni), l’evento ha segnato una svolta nell'indagine, concentrando le indagini esclusivamente su Stasi.
Le Analisi del Ris di Parma
La relazione del Recreazione Scientifico (Ris) di Parma, datata 24 settembre 19 anni fa, ha fornito i dati chiave. Il campione prelevato dai pedali, siglato come ‘bu_p’, è stato sottoposto a analisi DNA che hanno rivelato una concentrazione di circa 2,8 ng/ul di DNA femminile riconducibile a Chiara Poggi. Questo dato, inequivocabile, ha alimentato le accuse contro Stasi.
La Procura, basandosi sulla disponibilità di Stasi nella sua abitazione e sull'assenza dei genitori in vacanza, ha sostenuto che l’uomo avesse inevitabilmente calpestato il sangue della vittima. Tuttavia, la contestazione del DNA ha poi messo in discussione questa conclusione.
Il Giallo della Bicicletta Nera
Un elemento di mistero rimane l'avvistamento da parte di una testimone, Franca Bermani, di una bicicletta nera diversa da quella sequestrata a Stasi la mattina del delitto. Nel secondo processo di appello è emersa la presenza di un’altra bici nera, non corrispondente alla descrizione della testimone.