Corte d’Appello di Firenze Condanna Veterinario per Sofferenza di Cocker Spaniel
Un veterinario dovrà risarcire i padroni di una cocker spaniel, morta dopo un intervento chirurgico, per le sofferenze patite dall'animale, ritenute ‘evitabili e non adeguatamente impedite’. La decisione è stata presa dalla Corte d’Appello di Firenze che ha ribaltato una precedente sentenza del tribunale di Livorno.
I Fatti
Il caso risale all'autunno del 2017, quando una cocker spaniel di 13 anni venne improvvisamente colpita da emorragia in bocca e portata d’urgenza dal veterinario. Nonostante vari interventi chirurgici, l’animale non riuscì a salvarsi, nonostante fosse stata trasferita in una clinica veterinaria a Pisa.
La Decisione della Corte
I due proprietari si rivolsero al tribunale di Livorno per ottenere un risarcimento, sostenendo che il veterinario avrebbe dovuto procurare e non evitare la sofferenza dell’animale. La richiesta fu inizialmente respinta, ma la coppia propose ricorso in appello. La Corte d’Appello ha ritenuto che il professionista avrebbe potuto e dovuto intervenire per alleviare le sofferenze del cane, sottolineando un cambiamento nella concezione del rapporto tra uomo e animale domestico.
Il Valore del Rapporto Uomo-Animale
La sentenza evidenzia come la relazione tra il cane (e altri animali di compagnia) e il suo padrone sia oggi riconosciuta, normata e tutelata. La Corte ha stabilito che il valore della sofferenza dell’animale è da considerare, in quanto l'eccezione secondo cui un animale è solo una ‘res’ (cosa) è ormai obsoleta. Gli umani hanno una particolare responsabilità di cura nei confronti dei loro animali domestici, e la consapevolezza di questa responsabilità implica un obbligo di alleviare le sofferenze evitabili.