L'estate torrida sta mettendo sotto pressione il mondo dei funghi nelle province friulane e pordenonesi. Secondo l’analisi del micologo Umberto Zanghi, la scarsità di precipitazioni e le temperature elevate stanno causando un drastico calo delle popolazioni di porcini e altri funghi pregiati a bassa quota, tra Carnia, Tarvisiano e Pordenonese. I cesti dei raccoglitori sono vuoti, costringendoli a salire in altitudine, oltre i 1.500 metri, per trovare ancora qualche esemplare.
Le Cause del Fenomeno
La situazione è direttamente legata alla prolungata siccità che ha colpito l’estate 2023. L'assenza di piogge ha determinato una riduzione dell'umidità nel sottobosco, elemento fondamentale per la crescita e lo sviluppo dei funghi. Il terreno asciutto ostacola l'assorbimento dell'acqua da parte delle micorri, le associazioni simbiotiche tra i funghi e le radici degli alberi, che rappresentano il nutrimento vitale per questi organismi.
Gli esperti sottolineano che la ricerca dei porcini si sta spostando a quote più elevate, dove le condizioni climatiche sono ancora più fresche e umide. Tuttavia, anche in montagna la situazione è delicata e la sopravvivenza dei funghi dipende fortemente dall'eventuale arrivo di piogge ad agosto, che potrebbe invertire questa tendenza negativa.
Nonostante l’allarme, i micologi mantengono un atteggiamento cauto. La natura è imprevedibile e il ritorno dei funghi dipenderà da una combinazione di fattori, tra cui le temperature, l'umidità del suolo e la presenza di acqua. Resta fondamentale un approccio responsabile alla raccolta, per preservare la biodiversità del territorio.